Settimana Santa

I RITI DELLA SETTIMANA SANTA

Momento topico e di grande rilievo della Confraternita, sia a livello locale che nazionale, sono i Riti della Settimana Santa, che raggiungono la loro massima intensità spirituale nel Triduo che va dalla Messa del Giovedì Santo alla Processione dei “Sacri Misteri” del Sabato Santo. I Riti rientrano anche nel circuito turistico religioso “Settimana Santa in Puglia”.

 

EVENTI QUARESIMALI

Il Sodalizio da il via alla Quaresima prendendo parte alla Santa Messa del Mercoledì delle Ceneri. Per l’occasione, i Confratelli indossano per la prima volta durante questo tempo la corona di spine e le Consorelle indossano la veletta nera. Dalla I° Domenica di Quaresima si svolge il Pio Esercizio della “Via Crucis Dolorosa”, riprendendo l’antica tradizione secondo la quale i Confratelli si riunivano nell’allora Cappella del Carmine per recitare la Via Crucis. I testi sono quelli di Pietro Metastasio e la funzione è officiata dal Padre Spirituale del Sodalizio ed animata dal Coro Confraternale. Tra i vari eventi si menzionano la Via Crucis Vicariale e la suggestiva funzione della “Liturgia Stazionale”, svolta in collaborazione con le Confraternite carmelitane di Taranto e Martina Franca.

Nella V° Domenica di Quaresima si tiene l’annuale appuntamento con il Concerto della Passione, che passa in rassegna le migliori marce funebri della tradizione mottolese e tarantina. Le marce sono eseguite dall’Associazione Musicale “U. Montanaro” di Mottola. Durante la manifestazione è assegnata la “Troccola d’Argento” al Confratello che più si è distinto.

 

SETTIMANA SANTA

La Confraternita prende parte alla Messa in Coena Domini, iniziando la processione introitale dalla sua sede, sottostante la Chiesa del Carmine. I Confratelli indossano l’abito sociale del Sodalizio, portando tra le mani “lù prdon”, la corona di spine sul capo e sono rigorosamente scalzi in segno di penitenza. Quindi raggiungono l’Altare insieme al Celebrante e prendono parte alla Celebrazione. Al termine della Messa, i Confratelli si accoppiano, e riconosciuti in gergo mottolese come “Paranze” (dal Dizionario Etimologico Devoto-Oli la parola deriva da una forma meridionale “paro”: “paio”) e preceduti da un Confratello con in mano la “Tric Trac”, in abito scuro che annuncia il passaggio delle stesse, peregrinano nelle varie chiese della cittadina, alternandosi in preghiera dinnanzi ai Repositori. sino agli anni ’80, le Paranze peregrinavano tutta la notte. Attualmente dopo la sosta notturna riprendono il loro cammino all’alba del Venerdì fino al Mezzogiorno, quando gli altari delle varie chiese vengono spogliati per l’Azione Liturgica in Passione Domini.

Già alla prima alba del Sabato Santo poi si avvia dalla Chiesa del Carmine la “Processione dei Sacri Misteri”, che la tradizione vuole inizi all’alba e finisca a mezzogiorno (momento che sino ai primi del Novecento segnava l’arrivo della vera e propria giornata di Pasqua). Molti sono i Confratelli e le Consorelle che vi prendono parte tutti rigorosamente scalzi tranne le donne che accompagnano il simulacro del “Cristo Morto” e della Madonna Addolorata. Il Rito è aperto dal Troccolante. Seguono lo stendardo listato a lutto e la “Croce dei Misteri”. Successivamente è collocata la “bassa musica” (nota nel dialetto locale come “lu’ fischett”), ovvero un quartetto di bandisti che aprono in maniera mesta l’intero gruppo processionale di Confratelli. La processione vede poi la presenza di dodici “Misteri” (gruppi statuari rappresentanti la Passione e Morte di Gesù) portati a spalla dai Confratelli, tra i quali vi sono collocate le coppie di “Paranze”:

  • Gesù nell’orto degli ulivi (detto in dialetto locale “Supplicett”);
  • Gesù alla colonna (detto in dialetto locale “Nuzz d’alì”);
  • Gesù incoronato di spine (detto in dialetto locale “Cr’studd”);
  • La Caduta (detto in dialetto locale “Mal’catròn”);
  • La Serafina col volto di Gesù e la Veronica con la tunica;
  • Gesù alla Croce (detto in dialetto locale “Crist alla cròsc”);
  • La Pietà;
  • La Deposizione;
  • Il Calvario.

Successivamente troviamo le Consorelle con l’abito che differisce da quello dei Confratelli, in quanto portano lo scapolare ricevuto al momento dell’ammissione nel Sodalizio e non indossano la mozzetta, di prerogativa maschile all’interno della Confraternita. Le donne portano tra le mani delle lance metalliche e alcuni simboli della Passione di Cristo nonché tre croci trascinate da tre Consorelle. Il tutto rigorosamente incappucciate e a piedi scalzi. Seguono poi le bande che con le loro marce accompagnano tutto il rito e la “Bara del Cristo Morto”, precedute dal Consiglio della Confraternita e scortata da Carabinieri in Alta Uniforme. La “Bara di Gesù Morto” è accompagnata da otto consorelle vestite a lutto con il capo coperto dalla veletta (antico simbolo meridionale di religioso lutto). Al passaggio di questa, la gente ai bordi delle strade le rende omaggio inginocchiandosi e facendosi il Segno della Croce.

Chiude questa straordinaria parata spirituale la statua dell’Addolorata. Anch’essa accompagnata da quattro Consorelle vestite a lutto, seguita dai fedeli in preghiera.

Durante l’intero percorso della Processione, il Cristo Morto e dell’Addolorata sostano all’interno delle chiese cittadine per qualche minuto.

Negli anni questo pio rito ha trovato sempre maggior interesse da parte della cittadinanza mottolese e degli amanti del genere. È un rito che non si trascrive, bensì si tramanda da padre in figlio. Ogni madre è fiera del figlio che in penitenza, sfila come suo padre e come probabilmente suo nonno in una processione che non ha età e che inevitabilmente trascina tutti in una forte emozione spirituale.

Le marce intonate dalle bande poi sono parte integrante della tradizione e suscitano sempre più maggiore interesse da parte di molteplici musicisti e\o compositori. Le marce più comuni sono di composizione tipicamente ionica come “Mamma”“A Gravame”“Grido di dolore” e altre di composizione meridionale come “Jone” e “Una lacrima sulla tomba di mia madre”. Marcia simbolo della Processione della Confraternita del Carmine è “Tomba che chiudi in seno”, scritta dal compianto compaesano M° Franco Leuzzi. Nell’intonare questa marcia non è difficile notare la gente e gli stessi Confratelli commuoversi ed esternare la propria emozione in pianto.

La Processione dei Misteri nel corso degli anni ha subito delle modifiche. Fino al 1859 la Processione era costituita da una sacra rappresentazione delle scene della Passione che l’anno successivo fu sostituita dai Sacri Misteri.

Storicamente svolta la mattina del Venerdì Santo, dal 1956 la Processione esce all’alba del Sabato Santo.